Stranezze italiane

Un giorno girando per le notizie sul web,Una notizia curiosa è capitata sotto i miei occhi che, increduli, continuavano a leggere l’articolo, mentre ripetevo tra me e me “l’Italia e gli italiani sono sempre una sorpresa”. E non è ironia la mia! Riusciamo a fare cose che negli altri paesi se le sognano.

E fanno bene a sognare soltanto!

Per farvi capire meglio vi racconto brevemente l’articolo.

C’è un clochard (quindi un senza tetto, ricordatevelo!) che ha il vizio di rubacchiare e che viene scoperto per l’ennesima volta e arrestato e portato davanti al giudice.

Fin qui tutto normale direte voi, peccato che la sentenza finisca con gli arresti domiciliari per il  barbone o clochard (fa più fine ma sempre senza dimora è!).

Non avendo il nostro dimora fissa (ma dai!?) come confinarlo in un suo inesistente domicilio?

L’originalità del nostro giudice è stata fantastica! Ha messo in moto il cervello ed ecco uscire un’idea ingegnosa!

Hanno fatto scegliere al malcapitato una panchina pubblica che avrebbe usata come fissa dimora per scontare la pena.

Si, si avete letto bene, una panchina pubblica, sapete quelle che si trovano nei giardinetti e hanno preteso che il ladro ci rimanesse a scontare la pena . D’altronde era agli arresti domiciliari! Incredibile!!

Ovviamente, quando per un controllo le forze dell’ordine sono andate a vedere, il nostro senza tetto, anzi no, da oggi domiciliato presso una panchina (gli chiederanno l’IMU?) non era lì. Arrestato nuovamente, per non aver rispettato la sentenza, viene messo in carcere. Pensate un pò la contentezza del clochard che si ritrova, dopo la panchina, ad avere vitto e alloggio gratis e caldo, data la stagione un vero colpo di fortuna!

Ma non finisce qui. Nella nuova sentenza, in appello, è stato deciso che il reato di aver abbandonato la panchina non sussista e così viene lasciato libero.

Sorrido nel pensare a questo episodio immaginando la faccia del barbone che magari rubava proprio per andare in prigione in questa stagione, ma soprattutto alle nostre leggi che (non c’è che dire) sono uguali per tutti. Anche per chi è senza dimora!

 

— Angel

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